In una settimana  la politica nostrana è stata stravolta!
O meglio, secondo gli esperti  è stata un’ alternanza.
Ecco la cronaca: domenica 4 dicembre si aprono le urne per il referendum costituzionale.
Per tutta la giornata si vota e vi partecipa il 68,48 % degli aventi diritto al voto.
Alle 22  le urne si chiudono e comincia lo spoglio.
Da subito il no è avanti e a mezzanotte è oramai certo che il referendum confermativo è stato bocciato.
Il si al 40,37 % , il no al 59,63 %.
Poco dopo mezzanotte il Premier annuncia le sue dimissioni.
Coerente con  quanto sostenuto in campagna elettorale, Matteo Renzi lascia Palazzo Chigi dopo la sonora sconfitta.
Che succede?
L’ attesa è tutta rivolta al Quirinale.
Il Presidente della Repubblica Mattarella chiarisce subito di voler fare in fretta.
Avviare subito le consultazioni, capire quale futuro dare all’ Italia, conferire  subito l’ incarico al nuovo Premier.
E così accade.
Tutto procede in maniera accelerata, è insolito per il nostro Paese.
Insolito tutto nel campo politico.
E’ inusuale che un politico ammetta chiaramente la scoonfitta e lasci la poltrona.
Inusuale  che si registri la voglia da subito di non lasciare nulla di intentato e dare nel più breve tempo possibile un Governo al Paese.
Inusuale che da domenica a domenica ci sia un Consiglio dei Ministri rinnovato ed un Presidente del Consiglio pronto a presentasi alle Camere per la fiducia.
Il passaggio più delicato? La discussione davanti al Senato, quel Senato che la riforma costituzionale voleva cancellare e rifarlo in forma diversa.
Ora il Premier è Paolo Gentiloni, ex ministro degli Esteri nel Governo Renzi.
La maggior parte dell’ Esecutivo è uguale al precedente e a quel punto le minoranze non risparmiano le polemiche.
Il  Governo attuale si presenta come  fotocopia dell’ uscente, una sorta di Renzi 2.
E Renzi? E alle prese con il Pd. Resta segretario del partito e affronta la sfida con la minoranza interna.
E’ li la vera battaglia ancora tutta da combattere, da interpretare, da limare.
Sullo sfondo non manca la richiesta di andare al voto anticipato  dopo avere  messo a punto la nuova legge elettorale.
Ed è  proprio a questo punto che la politica nostrana ritorna nel suo alveo.
Riassume i toni di sempre, con i tempi incerti che si potrebbero allungare  per mesi.
Ecco ci risiamo nel solito tran tran!
Un inizio di dicembre insolito che continua con i soliti riti!

R.S.

This entry was posted on Martedì, Dicembre 27th, 2016 at 16:26.
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