Il Consiglio dei  Ministri ha deciso: si vota il 4 dicembre.
Il Referendum sulla modifica costituzionale è un appuntamento cruciale per il nostro Paese.
Pronti i comitati per i due schieramenti: il si e il no.
Per i primi è l’occasione irrinunciabile per ammodernare l’ Italia, un appuntamento atteso da vent’ anni. Per i secondi un vulnus pre la democrazia.
Ma che cosa chiede il referendum?
Prima di tutto un  Senato del tutto nuovo diverso da quello che conosciamo.
Non ci saranno più i Senatori eletti dal popolo, ma arriveranno dalle Regioni. Saranno dei consiglieri regionali preposti a questo scopo.
Non verranno pagati e saranno in tutto 100.
Le leggi non dovranno più subire la doppia lettura, quindi l’ iter sarà dimezzato e  più veloce.
Basta con l’ attesa estenuante di anni per approvare leggi necessarie.
Tutto bene dunque?
Per isostenitori del no invece il Senato nuovo mette a rischio la democrazia. Se poi si collega la nuova legge elettorale il gioco è fatto.
Altro punto referendario: l’ abolizione delle Province oramai già esautorate da molteplici competenze.
Anche le Regioni verranno toccate dal Referendum.
E non e’ tutto!
Insomma il Referendum è un  appuntamento complesso.
Votare SI o NO  comporta un’ attenta riflessione e dopo, naturalmente, un’ altrettanta attenta informazione.

R.S.

This entry was posted on Sabato, Ottobre 29th, 2016 at 21:20.
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